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25 giugno 2012

Rio+20 una minestra riscaldata?

Dal 20 al 22 giugno si è svolto in Brasile il vertice sulla sostenibilità ambientale Rio+20. Hanno partecipato al vertice, firmando nuovi protocolli, obiettivi e intese, 120 leader mondiali e oltre 190 paesi.
Nel documento stilato a fine incontro da tutti i paesi ”The future we want” sono previsti 283 obiettivi, un nuovo lungo elenco di dichiarazioni di principio, ma pochi obiettivi concreti e vincolanti.
Secondo l'UNEP negli ultimi 50 anni sono stati ratificati 500 trattati ambientali, con questa cifra l'ambiente è dopo il commercio il campo più regolamentato al mondo, tutti questi accordi investono diverse aree ambientali, si va dalle questioni sull'atmosfera alla riduzione della pesca. Sempre secondo l'UNEP di tutti questi trattati solo una piccolissima percentuale sta procedendo per il raggiungimento degli obiettivi mentre molti altri non sono mai stati ratificati e trasformati in leggi. Progressi prossimi allo zero, ad esempio, sono stati fatti nel campo di cambiamenti climatici, desertificazione e siccità mentre alcuni obiettivi sono addirittura peggiorati come ad esempio lo stato delle barriere coralline. Il dato che ci consegna l'ultimo rapporto UNEP è sconcertante i paesi passano anni a negoziare in tema di ambiente, producono una quantità enorme di obiettivi e accordi per poi sostanzialmente non applicarli mai, in questa visione rientrano anche i 283 punti del documento finale di Rio+20.
Ma perché succede tutto questo? Ci sono moltissimi motivi che bloccano gli ingranaggi di questo meccanismo a parole virtuosissimo e nei fatti così inefficiente. Uno dei motivi sicuramente è il fatto che i paesi firmano sia accordi sull'ambiente che accordi economico/commerciali che spesso impediscono l'applicazione di quelli ambientali, un altro motivo è la non ratificazione degli accordi, spesso infatti i paesi firmano i singoli trattati ma non li trasformano in leggi oppure dietro la dicitura “interesse nazionale” dichiarano di non poterli ratificare.
Secondo alcuni studiosi, inoltre, ci sono troppi organismi che si occupano dell'ambiente, spesso non in comunicazione fra loro, che produco documenti anche in conflitto fra di loro.
Usciamo da Rio+20 con altre nuove indicazioni, ma c'è da chiedersi se servivano o se sarebbe bastato a tutti rispettare quelle che già esistono.

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