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17 luglio 2012

Barriere coralline: cosa sta succedendo?

E' iniziato il 9 luglio l'International coral reef symposium a Cairns, in Australia. Durante il meeting internazionale si parlerà di gestione, conservazione e dell'effetto dell'uomo sulle barriere coralline, confrontando i principali risultati della ricerca scientifica sull'argomento.
Il meeting ha preso il via con la presentazione dello studio di Richard Aronson e del suo gruppo di ricerca, dell'Istituto di Tecnologia della Florida.
Con vari carotaggi i ricercatori sono riusciti a ripercorrere circa 6000 anni di storia della barriere coralline tropicali e hanno notato che nella storia delle barriere coralline esiste un collasso che ne ha bloccato la crescita, l'arresto è durato circa 2500 anni ed ha avuto inizio con l'aumento di temperatura dovuto alle drastiche Oscillazioni Meridionali di El Nio (Enso).
Gli attuali scenari, secondo tale, studio evocano i modelli climatici che causarono quello stesso disastro e indicano che le barriere al largo di Panama potrebbero essere sull'orlo di un altro collasso. ''Questa volta la causa principale sarebbe l'aggressione umana all'ambiente e il disastro potrebbe durare piu' a lungo'', ha affermato Aronson .
Ma cosa sono esattamente le barriere coralline e in che modo l'uomo può modificarle? Per queste domande ci rivolgiamo al nostro esperto di Oceani Fabio Di Giuseppe:
"Le barriere coralline sono formazioni calcaree che si trovano nelle acque tropicali, create per deposizione di carbonato di calcio nel corso di migliaia di anni da organismi viventi. I principali costruttori delle barriere coralline sono i coralli costruttori , tra cui gli ottocoralli, e le alghe coralline. Le alghe coralline sono organismi multicellulari il cui deposito di di carbonato di calcio favorisce il compattamento delle barriere coralline, ma gli organismi essenziali per la costruzione delle barriere sono i coralli costruttori, la cui assenza determina anche un assenza della barriera. Questi coralli sono associati mutualisticamente con degli organismi unicellulari autotrofi (cioè ricavano l'energia necessaria per creare nutrienti dalla luce solare) le zooxantelle (dinoflagellati) che gli forniscono il nutrimento. Quindi, la crescita delle barriere coralline è limitata a quelle zone che favoriscono la crescita delle zooxantelle. Questi organismi richiedono calore, luce, acqua di mare non diluita, e sono molto diffuse tra il 30° di latitudine nord e sud. Oggi le barriere coralline sono sempre più minacciate dall'azione dell'essere umano e tra le varie cause possiamo trovare : eccesso di nutrienti dovuti ai fertilizzanti agricoli, pesca eccessiva di pesci erbivori che causano un aumento eccessivo di alghe multicellulari e anche per le perdite di petrolio in mare. Inoltre sembra che le barriere coralline stiano soffrendo del surriscaldamento globale che provoca la fuoriuscita delle zooxantelle dai tessuti dei coralli costruttori. Per ultimo ma non meno importante l'innalzamento delle concentrazioni di CO2 causa un aumento dell'acidità dell'acqua rendendo più difficile il deposito di carbonato di calcio da parte dei coralli. "

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