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Giorno Ora Tempo Temp. Umidità Direzione vento Intensità vento Pressione
domani 00:00 neve -2.9° 100% NNE 65 km/h (35 nodi) 1015.4 hPa
  06:00 neve -2.1° 100% NNE 72 km/h (39 nodi) 1013.1 hPa
  12:00 neve -1.1° 97% NE 83 km/h (45 nodi) 1013.1 hPa
  18:00 neve -0.2° 91% ENE 83 km/h (45 nodi) 1015.3 hPa
dopodomani 00:00 neve 0.4° 92% ENE 76 km/h (41 nodi) 1018.7 hPa
  06:00 neve 0.5° 91% ENE 68 km/h (37 nodi) 1021.3 hPa
  12:00 molto nuvoloso 0.9° 89% NE 58 km/h (31 nodi) 1023.6 hPa
  18:00 molto nuvoloso 0.1° 90% NNE 40 km/h (21 nodi) 1024.7 hPa
giovedi 00:00 molto nuvoloso -0.7° 95% N 40 km/h (21 nodi) 1025.7 hPa
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Informazioni climatiche su: Forli

(Contenuto fornito da Wikipedia il 06-02-2012 alle 14:33:48)


FORLÌ Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. media (°C) 5,4 8,2 13,0 17,2 22,3 26,6 29,2 28,4 24,6 18,4 11,4 6,5 6,7 17,5 28,1 18,1 17,6
T. min. media (°C) 0,8 2,7 6,2 9,5 13,9 17,7 20,2 19,9 16,7 11,9 6,5 2,0 1,8 9,9 19,3 11,7 10,7
Piazza Saffi innevata, inverno 2008-2009

Il clima dell'area in cui Forlì sorge è sostanzialmente di tipo sub-continentale, moderatamente mitigato dalla relativa vicinanza della città al mare.

Forlì è caratterizzata da estati calde, poco piovose e piuttosto afose, mentre gli inverni sono freddi, umidi, con nebbie diffuse e piuttosto frequenti che possono presentarsi anche in forma intensa. Le estati possono presentarsi anche in forma decisamente calda ed umida, tali da causare un notevole abbassamento dei corsi d'acqua che attraversano la città.

La stagione nella quale si verificano maggiori precipitazioni è l'autunno, mentre in inverno le piogge diminuiscono in maniera anche considerevole. Nelle zone montuose del forlivese, a cavallo tra autunno e inverno, si possono evidenziare precipitazioni a carattere nevoso anche in quantità rilevante, mentre la neve sulla città si presenta in misura molto minore. Le nevicate, un tempo numerose ed abbondanti anche in città e in tutta la pianura che la circonda, tendono a presentarsi in misura sempre meno significativa. Di solito le nevicate in città sono circoscritte a un numero ristretto di giornate e la presenza della neve varia da pochi giorni (2-3 in città) a massimo un mese (alcuni residui nevosi possono permanere a lungo nelle zone collinari meno soleggiate vicino alla città). La zona tra Forlì e Faenza viene considerata la più nevosa di tutta la Romagna, in particolare per quanto riguarda la frequenza e la qualità delle precipitazioni (quantificabili, mediamente, in un totale di circa 3 o 4 nevicate all’anno per una media, rimanendo sempre in pianura, sino a 40 cm annui). A Forlì la media di cm. di neve caduti tra l'inverno '98/'99 e l'inverno '10/'11 è pari a 24,53 cm (dato relativo alla zona N/E della città; rimanendo in città, nella zona S/O, la media sale a circa 30 cm.). Questa caratteristica è spiegabile in parte con la lontananza non eccessiva dal mare e in parte con la relativa vicinanza della città agli Appennini. Solitamente infatti le nevicate si verificano a causa di quello che è definito effetto stau, a causa del quale si registra l'irruzione di masse di aria fredda e secca proveniente da nord-est che, passando sul mare, si caricano di umidità e si dirigono verso gli Appennini. Lo scontro dell'aria carica di umidità con le vette montuose causa un ulteriore e repentino raffreddamento della stessa, generando le nevicate che possono ricoprire la città. Gli Appennini, oltre a raffreddare ulteriormente le nubi, fungono da diga per il fluire dell'aria, facendo quindi perdurare il maltempo e generando condizioni di freddo piuttosto rilevante al suolo. Di rado ci sono giornate di clima primaverile in pieno inverno, durante le quali si riscontra, per 24-36 ore, l'irruzione di vento caldo, definito pseudo-foehn, proveniente da sud-ovest. Il persistere troppo a lungo di tali condizioni può risultare dannoso per le coltivazioni, che tendono a germogliare precocemente per poi essere danneggiate dal ritorno del gelo e del maltempo.

Inoltrandosi nel mese di marzo le temperature tendono al rialzo, sebbene non risultino rari improvvisi ritorni del gelo anche a marzo inoltrato. La primavera, dal punto di vista delle precipitazioni piovose, è simile all'autunno, sebbene spesso possano registrarsi intensi abbassamenti di temperatura che possono essere causa di improvvise nevicate e gelate. Le piogge tendono a diminuire addentrandosi nel mese di maggio, tanto che, alla fine del mese, non di rado è possibile rilevare anticipi d'estate, ai quali generalmente seguono le prime due settimane di giugno con piogge diffuse e abbassamento considerevole delle temperature.

La temperatura più alta registrata a Forlì è stata di +39,3°c nel 2000 mentre quella più bassa è di -19°c registrata nel gennaio del 1985.